Mina de idei Anina

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GALLERIA QF3 _ Via Carducci 14

Mina de idei Anina

Fotografie di Paolo Mazzo
Ci sono città che hanno cercato di fare a meno della stratificazione. Sono nate come autonome, indipendenti, espressioni di un’ideologia che ha soverchiato l’opera di architetti e urbanisti, che hanno dovuto cedere al riflesso fisico delle forze e delle debolezze umane. Apparentemente senza tempo, Anina, come altre città postindustriali, ha perpetuato un eterno presente senza eliminare il passato: vive la caratteristica propria della creazione di un mondo in evoluzione. Si forma così un paesaggio che si perde nel passato ed emerge nel presente, facendoci percepire un sentimento del tempo che passa e che dura contemporaneamente. Alla memoria è affidato il compito di superare le contraddizioni e i conflitti che pure le ideologie, che hanno sotteso alla formazione di queste città, hanno creato. La città diviene così un luogo collettivo dove si è accompagnati dentro la narrazione della storia. Gli spazi parlano attraverso il registro del vissuto, ponendosi come specchio dell’umanità. Sono gli spazi dove vengono ordinate e distribuite le funzioni gerarchiche e le attività produttive della e nella collettività. La loro principale vocazione è territoriale, mira a creare identità, rapporti simbolici e patrimoni comuni. Alla fotografia è affidato il compito di ritrarre l’uomo attraverso l’architettura , di costruire una forma di antropologia culturale dello spazio abitato e attraversato dall’uomo, anche attraverso i volti depositari di un'antico senso di dignità generato dall' appartenenza ad un destino comune. Queste immagini sono viaggi che inseguono il sentimento del tempo seguendo una spinta irrazionale fatta di nostalgia per ciò che non si è vissuto, della voglia di ancorare l’esistenza a un qualcosa che le dia un senso: viaggi della memoria e nella memoria in cerca della ricchezza dell’architettura e dell'Uomo, che si consuma nella storia, nella cultura, nella geografia del momento e che si misura con la persistenza della materia. ANINA è una ex città mineraria sede di una miniera di carbone che ha operato dal 1793 fino al 2007 dotata di quello che si narra essere stato il pozzo di estrazione più profondo dell'est Europa. Una volta esaurita la miniera, Anina si è trasformata nella classica città post industriale in cerca costantemente di una nuova identità, di un nuovo senso della sua esistenza senza rinunciare alla forza e all'importanza del suo passato. Dal 2014 Anina è stata oggetto di un'esperienza pilota guidata dagli architetti Oana Tiganea, Gabriela Pascu e Ovidiu Micsa che, insieme ad altri professionisti del loro campo di indagine e di campi contigui, hanno lavorato per cercare di dare rilievo all'importanza del paesaggio postindustriale e della sua memoria. E' a questo punto, nel 2015, che siamo entrati in gioco io, Paolo Mazzo fotografo e Samuele Piccoli fotografo, stampatore, ideatore e costruttore di macchine fotografiche di grande formato (Stenpopeika) per lavorare con i nostri strumenti a questo tema: rendere patrimonio la memoria. Paolo Mazzo - F38F


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