PRINCESS OF WATERLAND

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GALLERIA QF3 _ Via Carducci 14

Princess of waterland

Fotografie di Beatrice Mancini
Esiste un paese dove terra e acqua determinano lo stile di vita degli uomini e delle donne che la abitano: il Bangladesh. Una terra che sprofonda nell’acqua per il trenta per cento del suo territorio. Non è una terra facile, e le condizioni sanitarie dovute alla paradossale scarsità di acqua potabile sono spesso tragiche. In questa situazione già disperata si inserisce la condizione delle donne, assai lontana d a quella degli uomini. Le storie di queste donne sono storie di vite spesso consumate a servire prima il padre e poi il marito, in uno stato di perenne sottomissione. Molte di queste donne accettano passivamente il loro destino, altre invece prendono coscienza della loro condizione e scelgono la “libertà” uccidendosi in modo atroce, spesso con il veleno per topi. Gesti di disperazione in un mondo in cui perfino il minimo cambiamento sembra impossibile. Queste donne, con lo sguardo colmo di dignità, non hanno scelta. Non di rado sono costrette a sposarsi a tredici o quattordici anni – nonostante vi sia una legge che vieta i matrimoni fino alla maggiore età – e spesso diventano mogli di uomini assai più vecchi di loro o magari deformi. Sono vittime di abusi di ogni genere, e se si azzardano a fare una denuncia rischiano di ritrovarsi da sole, abbandonate, emarginate, destinate a una vita di strada dove possono venire uccise, in un mondo in cui non hanno alcun diritto, dove tutto ciò che possono fare è generare figli e servire gli uomini. Queste donne, bambine, ragazze, anziane… Queste principesse dagli abiti sgargianti e dagli sguardi antichi, hanno un lungo cammino da fare: devono prendere coscienza che questo mondo di terra e di acqua può iniziare ad essere migliore anche per loro.


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